FUSIONE E TRASPOSIZIONE NELLE OPERE IN EDVARD MUNCH

DIPINTI A CONFRONTO

Per comprendere realmente le opere di un artista dobbiamo conoscere la sua storia, la sua vita, perché queste sono il riflesso del suo trascorso del suo IO più profondo.

Edvard Munch imprime nei suoi dipinti il senso di angoscia per la morte che lo ha accompagnato per tutta la sua esistenza a causa della scomparsa prematura della madre e della sorella morte di tubercolosi,  per questo motivo il colore predominante in molte opere di Munch è il rosso, colore legato al sangue di quella terribile malattia.

Rosso è il cielo di ” Angoscia” una delle sue opere più significative, realizzata nel 1894 dall’artista norvegese.

Un corteo di borghesi cammina con espressioni alienate in modo spettrale, gli uni uguali agli altri, procedono con occhi dilatati verso il loro inesorabile destino.

Il senso di ansia è dato anche dai colori violenti ed irreali, le linee sinuose e continue del cielo sembrano incombere minacciose sul corteo sottostante.

Angoscia è un opera significativa perché in essa troviamo una delle principali caratteristiche della pittura di Evard Munch: la trasposizione e fusione di più opere da lui realizzate in un unico dipinto.

Le persone rappresentate nel dipinto Angoscia sono le stesse che troviamo in “Sera sul Viale Karl Johan” del 1892, l’ambientazione invece è il ponte che vediamo anche nel celeberrimo Grido e nella meno conosciuta opera Disperazione.

Munch era solito riprendere più volte la proprie immagini elaborandole in versioni diverse per utilizzare al meglio il loro potenziale espressivo.

Angoscia nasce dalla fusione di tre opere, tutte però hanno un comune denominatore: l’ansia e la pulsione che destabilizza e aliena l’essere umano.

angoscia edvard munch

Edvard Munch, Angoscia, 1894

Sera sul viale karl joohan edvard munch

Edvard Munch, Sera sul viale Karl Johan, 1892

grido munch

Edvard Munch, Il Grido, 1893

disperazione munch

Edavard Munch, Disperazione, 1892

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