ECCESSI E RESTRIZIONI NELLA MODA

Costume Colloquium V “Restraint and Excess in Fashion and Dress”  dal 17 al 20 novembre a Firenze

Eccesso e restrizione sembrano due parole in antitesi, due concetti completamente opposti.

In realtà nel mondo della moda spesso vanno di pari passo, un abito opulento è quasi sempre poco comodo e implica quindi delle restrizioni , basta pensare agli anni ’80,  oltre all’abbigliamento davvero stravagante,  soprattutto gli accessori erano un omaggio all’esagerazione.

I bijoux si sovrapponevano l’uno accanto o sopra l’altro senza senso (e buon gusto). Pesanti e vistose collane dorate venivano abbinate con orecchini a cerchio molto grandi, insieme a bracciali di qualsiasi colore, forma, materiale e dimensione; le cinture a vita alta  avevano delle giganti fibbie, tanto strette da togliere il fiato e limitare i movimenti.

Negli anni ’80 la moda femminile eccedeva volontariamente per provocare,  la donna indossava abiti scomodi ed eccentrici con sicurezza e sfrontatezza per ostentare la sua importanza e indipendenza.

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A proposito di “costrizioni” legate alla moda non c’è epoca a mio avviso più esemplificativa di quella Vittoriana.

Fin da bambine (dai i 3 anni di età)  le donne delle famiglie aristocratiche venivano imbrigliate in corsetti, col passare degli anni i lacci si allungavano ma venivano annodati sempre più stretti fino ad essere sostituiti con gabbie di tela pesante, rafforzate con ossa di balena e stecche di ferro.

I muscoli della schiena erano talmente atrofizzati a causa dei corsetti da non permettere alle donne di stare in piedi o a sedere senza un sostegno.

I corsetti comprimevano gli organi interni deformandoli ed impedivano al diaframma di muoversi correttamente, le donne non potevano respirare profondamente e per questo arrossivano e svenivano spesso, oltre a continui problemi di digestione.

Oltre al bustino una donna vittoriana di rispettabile famiglia indossava strati e strati di indumenti, il sottogonna con il cerchio, un pesante abito in lana e seta con un ulteriore corpino decorato, scialle e cappello con veli e decori.

Mediamente una donna vittoriana indossava da 3 ai 15 kg di abiti e accessori.

Dietro al corsetto in realtà si nascondeva una “restrizione” sociale, veniva fatto credere alle donne di essere fisicamente fragili e di necessitare di queste “impalcature” per proteggere  e sostenere il loro delicato,  dovevano essere il sesso “debole”  in modo da diventare la moglie segregata e inerme di un nobile uomo facoltoso.

ca. late 19th century --- Young Lady in a Victorian Corset --- Image by © Bettmann/CORBIS

ca. late 19th century — Young Lady in a Victorian Corset — Image by © Bettmann/CORBIS

Chiaramente questi abiti scomodi e debilitanti erano per le classi abbienti, chi lavorava indossava abiti larghi e comodi e per questo non essendo stretta nei lacci di un corpetto non era una donna di sane “virtù”.

Un altro esempio di Restrizione ed eccesso mi viene in mente pensando alle donne dell’etnia birmana dei Kayan, che abitano tra Myanmar e Tailandia,  dall’età di 5 anni iniziano a portare degli anelli al collo: uno, dieci, cinquanta. In questo modo la cassa toracica si abbassa anno dopo anno ed il collo sembra sempre più lungo, per questo vengono chiamate donne giraffa (ogni anello può pesare più di 10 kg).

In questo modo si sentono  belle, rispettate, ammirate dalla comunità, gli anelli sono diventati un simbolo di bellezza e seduzione nella tribù Padaung.

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Nessuna donna che aspiri ad essere attraente e desiderata può rinunciarvi come accadeva  in Cina con la fasciatura dei piedi.

Se questi argomenti vi hanno incuriosito non potete mancare alla quinta edizione della conferenza biennale Costume Colloquium “‘Restraint and Excess in Fashion and Dress”  a Firenze all’Auditorium del Duomo dalla Fondazione Romualdo Del Bianco che si terra dal 17 al 20 novembre.

La conferenza affronterà le tematiche molto interessanti relative alle restrizioni storiche socio e culturali e agli eccessi legati alla moda esposte da esperti e studiosi provenienti da tutto il mondo.

Per maggiori informazioni ed iscrizioni potete visitare il sito Costume Colloquium .

BIBLIOGRAFIA

Alison Alurie, Il linguaggio dei vestiti, Armando Editore, 1981.

3 commenti

Bell’articolo, complimenti!
Se ti va, guarda qui il mio nuovo articolo sulle calze da indossare quest’inverno.

Ti aspetto 🙂

Bell’articolo, complimenti! Grazie! 🙂

https://www.piastrapercapelli24.it

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