DOLCE & GABBANA RACCONTA LA CULTURA SICILIANA: LE TESTE DI MORO DI CALTAGIRONE E LA LORO STORIA.

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L’altro giorno passeggiando per il centro di Firenze la mia attenzione è stata colpita dalle vetrine della Boutique di Dolce & Gabbana ma non tanto per gli abiti, splendidi come sempre, quanto per le giganti riproduzioni delle ceramiche raffiguranti le teste di moro di Caltagirone che troneggiavano dietro i mannequins.

Questa scelta “storica”  rispecchia a pieno quella della collezione Dolce & Gabbana di questa  primavera estate in cui templi, monete antiche e le famose teste di moro in ceramica sono  un vero omaggio alle bellezze della Sicilia Antica e della sicilianità.

La scelta di Dolce & Gabbana è una conferma di quanto arte e moda siano profondamente unite, di come la moda possa essere un mezzo per raccontare l’arte e di far rivivere come in una fiaba la storia di una civiltà incredibile come quella siciliana degli antichi splendori.

Sono stata così incuriosita dalle giganti teste di moro esposte in vetrina che non ho potuto far a meno di documentarmi 😉

 vetrina dolce& gabbana ceramiche teste di moro di caltagirone

La produzione della ceramica a Caltagirone, città catanese patrimonio UNESCOè una tradizione millenaria, legata profondamente alla storia della Sicilia.

 Da molti secoli generazioni di artigiani ed artisti hanno dato vita alla loro fantasia creativa attraverso la produzione di splendide opere in ceramica invetriata.

Passeggiando per la città di Caltagirone possiamo scorgere le teste di moro tra i balconi fioriti, in dialetto palermitano “graste“, questi orci hanno le sembianze di una testa  maschile che rappresenta la testa di moro e, più delle volte a questi vi è accostata l’immagine femminile.
la leggenda delle teste di moro di caltagirone
Perché questi orci hanno la forma di una testa?
Tutti pensano ad una questione ornamentale, una stravaganza di qualche artigiano ma contrariamente a quanto si pensa, dietro vi è una curiosa leggenda:
“Si narra che nel quartiere arabo di Palermo, la Kalsa, durante la dominazione araba, vi abitasse una bellissima fanciulla che trascorreva le giornate a curare i fiori del suo balcone.Un giorno, un giovane moro, passando sotto il balcone della fanciulla, la notò mentre accudiva le sue piante e se ne invaghì perdutamente. Le dichiarò subito il suo amore e la bella ragazza, colpita dall’audacia del pretendente, ricambiò il sentimento.

 Purtroppo il giovane moro era già sposato e aveva un paio di figli e quando la fanciulla seppe che sarebbe partito per tornare dalla sua famiglia in Oriente, attese la notte e lo uccise in pieno sonno.
Gli tagliò la testa, ne fece una “grasta” in cui piantò dell’odoroso basilico e lo mise in bella mostra fuori dal balcone.

Il moro, così, non potendo più “partire” rimase per sempre con lei: la pianta innaffiata ogni mattina con le sue lacrime, crebbe rigoglioso e destò l’invidia degli abitanti del quartiere che, per non essere da meno, si fecero fabbricare dei vasi di terracotta a foggia di  testa di moro”.

Certo come storia è un po’ macabra ma potrebbe essere un monito utile da far leggere a tutti gli uomini farfalloni 😉

Per il party di Dolce & Gabbana durante la Montecatini Fashion Week indossavo  proprio i  bellissimi sandali rappresentanti le teste di Moro di Caltagirone sul retro del tacco wedge, una vera opera d’arte!

 

collezione dolce & gabbana con teste di moro

 dolce& gabbana ceramiche teste di moro di caltagirone

outfit fashion blogger valeria zasa my urban bon ton  con outfit dolce& gabbana con sandali ceramiche di caltagirone teste di moro

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Yesterday walking in the center of Florence, my attention was struck from the shop windows of the Dolce & Gabbana Boutique but not much for the dresses, gorgeous as always, but for the giant reproductions of pottery depicting the heads of Caltagirone that towered behind the mannequins.

This “historic” decision  fully reflects the Dolce & Gabbana collection of this spring summer where temples, ancient coins and the famous ceramic heads are a real tribute to the beauty of Ancient Sicily and the Sicilian.

The choice of Dolce & Gabbana is a confirmation of how art and fashion are deeply united, of how fashion can be a means to tell the art and revive  a fairytale story of a civilization as amazing as that of the ancient Sicilian splendor.

I was so intrigued by the giant heads displayed in the Dolce 6 Gabbana  shop window that I could not help but to document.

The production of ceramics in Caltagirone, a UNESCO heritage city of Catania, is a thousand-year tradition, deeply connected to the history of Sicily.

For many centuries, generations of craftsmen and artists have given life to their creative imagination through the production of beautiful glazed ceramic works.

Walking through the city of Caltagirone we can see the “Heads” between the flowered balconies, in Palermo dialect “graste”, these pitchers have the appearance of a male , more often than not turn to these there is the ‘feminine image.

Why these jars have the shape of a head?

Everyone thinks of a question ornamental, an extravagance of some craftsman but contrary to what you think, behind there is a curious legend:

Around 1100 AD, when Sicily was ruled by the Moors, a beautiful girl was living in seclusion and spent her days cultivating flowers on her balcony. One day a young Moor passing by saw her, decided he had to have her and entered the house so to declare his love. The young girl, surprised by such a gesture, reciprocated him, but just when she got to know him he had to return to where he came from, to his wife and children, she waited for the night to come and as he fell asleep she cut off his head and used it as a vase for her flowers and put it on her balcony displaying it to everyone. This way his love was forever hers. Since then, flowers grew lush in the vase and the neighbours, envious, built vases shaped like a Moor’s head.

Of course, as the story is a little macabre but could be a useful warning to be read by all  Latin  lovers men;-)

For the party of Dolce & Gabbana during Fashion Week in Montecatini I was wearing sandals just the beautiful representatives of the heads of Moro Caltagirone on the back of the heel wedge, a true work of art!

13 commenti

scarpe sono bellissime!!!!

Federica
http://www.thecutielicious.com
The Cutielicious

Adoro Dolce E Gabbana, sono cosi creativi!

Salve, sono un produttore di Maioliche Palermitano ed apprezzo l’opera di chi si impegna a diffondere i miti e le leggende di un popolo splendido come quello siciliano e desidero quindi, in priimis ringraziare la Signora Valeria e gli stilisti Dolce e Gabbana. Con la presente desidero però evidenziare alcuni errori riguardanti l’articolo qui pubblicato.
Un primo abnorme errore,seppure diffuso, consiste nel denominare queste opere teste di moro di Caltagirone.
Andrebbero a mio avviso denominate Teste d’Arabo di Palermo o in alternativa Teste di Turco di Palermo.Vi spiego il perchè collegando le motivazioni alla leggenda correttamente riportata. Siamo nella città di Palermo in piena dominazione Araba e credo sia di comune dominio che gli Arabi non sono mori ma bianchi,olivastri se vi pare, e quindi appare plausibile che la testa mozzata dalla fanciulla Palermitanda dovesse essere quella di un bianco e non di un nero, vi chiederete perchè allora vengono rappresentati spesso come mori? la motivazione risiede in un errore del linguaggio comune che provo a spiegare.In Sicilia siamo soliti appellare “Turchi” gli uomini di colore e ciò indipendentemente dalla loro regione di provenienza, un esempio? Balotelli è un Turco nel linguaggio comune siciliano. Questo “costume” linguistico deriva dal fatto che (nel 1400) combattevano per l’impero ottomano degli schiavi provenienti dall’africa e quindi neri di carnagione da allora è invalsa l’abbitudine di identificare u Turcu con il negro e trasponendo il “costume” linguistico nell’ambito artigianale/artistico delle maioliche, di realizzare le teste dell’uomo come teste di moro(intendendo erroneamente come tale il Turco).
E veniamo adesso al secondo abnorme errore che consiste nel determinare il luogo di produzione in Caltagirone e non in Palermo.
Ancora una volta vi riporto alla leggenda succitata e vi invito a riflettere sul fatto che a “riprodurre” in terracotta “l’opera” della fanciulla del quartiere Palermitano della Kalsa non potè non essere un vicino produttore di vasellame, giacchè Caltagirone dista da Palermo in linea d’aria circa 150 km e la produzione di vasellame era sicuramente presente anche nella città della Conca D’oro.
In ultimo permettetemi di sottolineare il perchè la fanciulla pose nella testa dell’amato il basilico e non un’altra pianta che motiva anche la tradizione dei figuli di “coronare” le Teste di Turco di Palermo. Ebbene il basilico è la pianta del re (dall’etimologia greca del termine basileus), la donna conoscendo il significato simbolico della pianta e volendo,nella follia, prendersi cura del suo amato penso di piantarvi dentro la nobile pianta e continuare così ad accudirlo amorevolmente !
In breve credo sia corretto parlare di Teste di Turco di Palermo e che queste debbano recare sempre la corona!

Seguiamo con attenzione da tanti anni il marchio “Dolce&Gabbana” e apprezziamo la filosofia e la comunicazione.
Il loro lavoro è una grande opportunità per la Sicilia e per le piccole imprese che continuano a produrre eccellenza valorizzando tradizioni e cultura. Con grande piacere alleghiamo il link delle nostre piastrelle http://www.lenid.it

Bellissime, delle vere opere d’arte!

Bellissime, le ho viste quest’ estate a Taormina.
mia figlia di 5 anni di fronte ad una vetrina ha esclamato con sagace entusiasmo:” Geniale mamma!”
Ma che fine faranno queste opere create per l’allestimento dei negozi?

bella domanda Maria Luisa, non ne ho idea, sicuramente a prendere polvere in qualche magazzino sarebbero veramente sprecati!

Grazie Francesco per le preziose informazioni!

i sandali ? semplicemente fantastici!!!!!!

Silvana è vero sono bellissimi, arte e moda in questo caso sono una cosa sola 😉

Le teste che compaiono in questo articolo non sono le originali usate come modello da Dolce e Gabbana.Le originali sono una produzione ceramiche Iudici.Quelle sono imitazioni!

Ciao Sandra, grazie per essere passata dal mio blog! Dolce e Gabbana per la sua collezione si è ispirato alle teste di moro in ceramica chiaramente poi ha interpretato a modo suo rivisitando e dando un tocco originale alle sue creazioni!

Grazie Francesco Raffa per questa interessantissima spiegazione. Però non riesco a capire (LEGGENDA A PARTE) da dove è nata l’arte del vaso con le teste.Testa nel latino volgare ,vuol dire vaso. Stranamente si fanno vasi con le teste che sono splendidi.Vorrei capire da dove nasce quest’arte, da dove parte???.Ovviamente la leggenda non dà spiegazioni, solo piacevoli sorrisi.

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