COSTUME COLLOQUIUM COLORS IN FASHION: IL RAPPORTO TRA COLORE E MODA NEL CORSO DELLA STORIA

GIOVEDì 20 NOVEMBRE -PARTE PRIMA

BLOGGER UFFICIALE

 

Vi ricordate il contest a cui partecipai con l’articolo sul convegno Costume Colloquium Colors in Fashion?

Con grande emozione vi comunico che  sono tra i vincitori  di Colloquim blogger  e per questo sono stata selezionata come blogger ufficiale di questo bellissimo evento culturale.

Giovedì 20 novembre all’Auditorium al Duomo ho partecipato alla prima giornata di Colors in Fashion, studiosi, ricercatori, designer e professori provenienti da Università e Istituti di tutto il mondo ci hanno raccontato il loro punto di vista , le loro esperienze di studio e ricerca riguardo al rapporto tra colore e moda nel corso della storia e nell’ambito di diverse culture.

Ecco in sintesi gli argomenti di questa prima giornata che mi hanno maggiormente colpita, visto la grande quantità degli argomenti trattati ho deciso di dividere il post in due parti.

Charlotte Nicklas dalla Università di Brighton ha parlato della terminologia dei colori utilizzata nelle riviste moda nella metà del Novecento, tra cui il noto Godey’s lady’s Book una rivista destinata alle donne americane con ricette, recensioni di libri e idee moda, questo magazine era uno dei pochi a contenere illustrazioni con figurini colorati o descrizioni dei colori dei capi rappresentati.

Leggendo la rivista si può avere un’idea della terminologia legata al colore in quel periodo storico.

Troviamo ad esempio il rosso Vesuvio, il verde Nilo ed blu baia di Napoli, si deduce quindi che  i colori  facevano riferimento soprattutto alla natura o alla geografia.

Jennifer Rice, archivista freelance di New York ha spiegato quanto nel Novecento  il colore fosse importante, ricordiamoci che questo era un un mondo  fatto prevalentemente di fotografie in bianco e nero, anche le immagini moda erano spesso non colorate ma seguite da descrizioni a parole dei colori che si volevano rappresentare.

Per questo nascono le cartoline dipinte a mano, le parti che venivano colorate dagli illustratori erano soprattutto i vestiti delle signore, da questi possiamo capire i colori moda di quel periodo.

La scelta dei colori era influenzata spesso dalle correnti artistiche, in molte cartoline gli il colore degli abiti si ispira al cubismo orfico.

Suggestiva la relazione di Joy Bivins curatrice della mostra omaggio alla Ebony Fashion Fair che si è tenuta al Chicago History Museum.

La Ebony Fashion Fair è un evento moda annuale creato da Eurice Jhonson per le donne afro americane negli anni ’50 e in vita fino al 2010 con lo scopo di raccogliere fondi per gli ospedali.

La Ebony Fashion Tour nel suo mezzo secolo di esistenza, ha toccato 200 città degli Stati Uniti, Canada e Caraibi, arrivando a raccogliere più di 50 milioni di dollari  per scopi benefici,  era un vero spettacolo le modelle di colore non sfilavano ma ballavano, pattinavano.

Questo evento ha contribuito a evidenziare le opere di designer afro-americani ed è stato un punto di riferimento per la moda delle donne di colore liberandole da molti preconcetti legati al colore.

Si diceva infatti che le afro americane non potessero indossare colori accesi come il rosse, al contrario sulle passerelle della Ebony più le modelle avevano la pelle scura e più i colori erano brillanti.

Grazie a Colors in Fashion ho scoperto tante cose che non conoscevo, lo sapevate ad esempio che la Casa Bianca ha ospitato nel 1968 un’importante sfilata organizzata dalla first lady  Bird Johnson?!

Kimberly Chrisman-Campbell ha ricostruito attraverso foto di archivio ed il materiale superstite come i menù della serata di ricostruire questo storico evento e di comprendere come mai non è mai stato ripetuto.

La sfilata  era volta a mettere in risalto alcuni tra i più prestigiosi stilisti americani tra cui Norman Norrel, Bill Blass e Oscar de la Renta.

I colori principali degli abiti erano quelli patriottici della bandiera americana: rosso, bianco e blu.

Il tema era quello delle vacanze in U.S.A, la passerella di 200 metri aveva come sfondo le immagini dei più suggestivi luoghi americani tra cui il Gran Canyon, la marina militare suonava in una stanza adiacente alla sala principale e le modelle avevano come camerino nelle camere degli ospiti della Casa Bianca.

Tutte le ospiti ricevettero un foulard in seta con la scritta “discover America”, frase che sottolineava la volontà della First lady di mettere al centro dell’evento la sua Patria.

I vestiti della sfilata si trovano oggi in alcuni musei o sono stati venduti all’asta.

Come mai nonostante il grande successo e movimento mediatico la sfilata non venne più ripetuta?

Probabilmente i motivi per cui questa sfilata fu la prima e l’ultima organizzata alla casa bianca sono principalmente due: la guerra in Vietnam che mosse verso il Presidente  le critiche di occuparsi di cose frivole durante un periodo così cruento e la elezione l’anno successivo del nuovo Presidente Nixon.

Do you remember the contest that I attended with the article on the conference Costume Colloquium Colors in Fashion?

With great emotion I inform you that they are among the winners of Colloquim bloggers, I was selected as the official blogger of this great cultural event.

Thursday, November 20 at the Auditorium al Duomo I attended the first day of Colors in Fashion, scholars, researchers, designers and professors from universities and institutes around the world have told us their point of view, their experiences of study and research about the relationship between color and fashion throughout history and in different cultures.

Here is a summary of the topics of this first day that impressed me more, because of the large amount of the topics I decided to split the post into two parts.

Charlotte Nicklas from the University of Brighton has spoken of the terminology of the colors used in the fashion magazines in the mid-twentieth century, including the well known Godey’s Lady’s Book a magazine for American women with recipes, book reviews and fashion ideas, this magazine was one of the few to include pictures with colored sketches or descriptions of the colors of the garments represented.

Reading the magazine we can get an idea of the terminology related to the color in that historical period.

We find for example the red Vesuvius, the Nile green and blue bay of Naples, it follows therefore that the colors were referring mainly to the nature and geography.

Jennifer Rice, archivist freelance in New York explained how the color in the twentieth century was important, at the time photographs were in black and white, there weren’t colors but these images were correlated with a caption about description of colors that wanted to represent.

For this reason born the hand-painted postcards, the parts that were colored by the illustrators were mainly ladies clothes, we can understand from these the fashion colors of that period.

The choice of colors was often influenced by the artistic currents, many postcards in the color of the clothing is inspired by the Orphic Cubism.

Suggestive report of Joy Bivins curator of the exhibition tribute to the Ebony Fashion Fair, which was held at the Chicago History Museum.

The Ebony Fashion Fair is an annual fashion event created by Eurice Jhonson for African American women in the 50s and in life until 2010 with the purpose of raising funds for hospitals.

The Ebony Fashion Tour in its half century of existence, has touched 200 US cities, Canada and the Caribbean, coming to collect more than $ 50 million for charitable purposes, it was a real show where the black models danced and skated to on the runway.

This event has helped to highlight the works of African-American designers and has been a point of reference for fashion black women freeing them from many preconceptions related to color.

It was said that the African American could not wear bright colors such as red, on the contrary on the catwalks of Ebony the models with a very dark skin dressed very brigth colors.
With Colors in Fashion I discovered many things that I did not know, did you know for example that the White House has hosted in 1968 a major fashion show organized by the First Lady Bird Johnson ?!

Kimberly Chrisman-Campbell has reconstructed through photo archive and the material surviving as the menu of the evening this historic event to understand why it has never been repeated.

The parade was intended to highlight some of the most prestigious American designers including Norman Norrel, Bill Blass and Oscar de la Renta.

The main colors of the clothes were those patriotic American flag: red, white and blue.

The theme was to holiday in the US, the runway of 200 meters had as background images of the most beautiful places Americans including the Grand Canyon, the navy was playing music in a room adjacent to the main hall and the models had dressing rooms in the guests rooms of the White House.

All guests received a silk scarf with the words “discover America”, a phrase which emphasized the will of the First lady to put at the center of the event his homeland.

The clothes of the parade are now in some museums or were auctioned.

Why despite the great success and moving media parade was never repeated?

Probably the reason why this parade was the first and the last organized at the White House are mainly two: the war in Vietnam that move criticism toward the President’s to occupy of frivolous things during a bloody period and the election the following year new President Nixon.

 Godey's lady's Book

cartolina colorata novecento

ebony fashion fair

ebony fashion fair exibition chicago

costume colloquium colors in fashion

ebony fashion fair exibition chicago

costume colloquium colors in fashion

blogger ufficiale costume colloquium colors in fashion

2 commenti

Alvufashionstyle

Brava Vale!!!!

Alvu grazie spero che ci rivedremo presto <3

Aggiungi commento

necessari*